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Per necessità, spirito d’avventura, per far la guerra
o per trovare la pace, il viaggio fa parte integrante della storia
e dell’evoluzione dell’umanità: da quando siamo
comparsi sulla terra non siamo capaci di stare fermi. Ma per viaggiare
non bastano le intenzioni: gli uomini primitivi usavano solo le
gambe per spostarsi e successivamente l’uomo ha inventato
macchine sempre più potenti per muoversi sul mare, sulla
terra e nel cielo. Al Museo della Scienza
e della Tecnologia di Milano le macchine per viaggiare ci sono tutte: anche la barca
a remi e la bicicletta, tanto semplici da resistere alle insidie
del tempo, forse per sempre. Ma viaggiare oggi vuol dire velocità:
se il treno sbuffante è ormai un simbolo della rivoluzione
industriale dell’800 (le vecchie locomotive sono esposte
a La Spezia), il vero rappresentante dei trasporti del XX secolo è l’aeroplano.
Ha rimpicciolito il mondo e dato il via alla globalizzazione. I
fratelli Wright in america hanno aperto la strada al volo, ma anche
l’Italia ha i suoi pionieri: Enrico Forlanini, Francesco
Baracca, e poi Giovanni Caproni. A Trento
c’è il museo dedicato a quest’ultimo, mentre il “folle volo” di
Gabriele d’Annunzio da San Pelagio a Vienna nel 1918 è raccontato
al Museo dell’Aria, a San Pelagio, vicino a Padova. E l’automobile?
Provate a indovinare dove si parla dell’automolbile. Ovviamente
a Torino, al Museo Nazionale dell’Auto.
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