Orari Dal martedì al sabato: 10.00 - 18.30. Domenica: 10.00 - 20.30.
Lunedì chiuso
Centro di documentazione e biblioteca Chiusura: domenica
e lunedì. Per informazioni: telefono 011 677.666, fax 011 6647148,
e-mail museoauto.centrodoc@tin.it
Ampi parcheggi interni al museo a disposizione dei visitatori, in
grado di accogliere fino a 150 auto. Servizi pubblici autobus: 34-35-17/;
tram 1 e 18.
Visite guidate Anche in lingua straniera, su prenotazione e con tariffa a parte.
Per informazioni: telefono 011 677.666, e-mail museoauto@libero.it.
Un
po' di storia
"Vengo a prenderti stasera sulla mia torpedo blu", cantava Giorgio
Gaber: oggi un modello della famosa torpedo è in bella mostra
nel museo dell'auto di Torino. Fa parte di una collezione di oltre
400 pezzi, ordinata cronologicamente che descrive la storia dell'automobile.
Dal primo carro a trazione automatica della storia, il carro D'artiglieria
di Cugnot, del 1769, fino ai prototipi delle auto del futuro.
Dalla prima vettura Fiat alla F1
C'è la prima automobile costruita dalla Fiat (S.A. Fabbrica Italiana
di Automobili Torino), progettata dall'ingegnere Aristide Faccioli:
è la Fiat "4 HP", che uscì pochi mesi dopo la costituzione della
società. Questa "vetturella" con motore posteriore bicilindrico,
raggiungeva una velocità massima di 35 km/h e consumava 8 litri
di benzina ogni 100 chilometri. La collezione di autoveicoli raccolta
nel Museo dell'Auto di Torino è la più grande d'Europa: ben 150
delle vetture esposte sono originali e tra queste fanno la loro
bella figura deliziosi calessini ancora sullo stile delle carrozze
a cavalli, siluri da record e monoposto di F1, fino ad automobili
elettriche. Un'intera sala è dedicata alla storia del pneumatico,
per seguire l'evoluzione dei materiali che ci hanno trasportato
"su gomma" fino ai giorni nostri.
Un carico ricco di…
Il patrimonio più interessante presente nel museo, forse, non
è quello esposto nelle sale. Il cuore più affascinante dell'edificio
è, infatti, raccolto e conservato presso la Biblioteca, l'Emeroteca
e il centro di Documentazione, tutti aperti al pubblico, previo
appuntamento.
La Biblioteca raccoglie circa 7000 testi, che documentano
la storia della locomozione, quella delle marche, delle corse,
quella della circolazione e del traffico. Molto spesso raccontate
da libri ormai fuori commercio. Per citare solo alcuni esempi
in biblioteca troviamo l'avventuroso racconto di Luigi Barzini
della traversata da Pechino a Parigi, "La metà del mondo vista
da un'automobile", stampato nel 1908, con le fotografie originali
del viaggio e la cartina dettagliata del percorso. Il primo libro
stampato in Italia di argomento automobilistico, una sorta di
trattato tecnico-teorico-pratico, il "Manuale dell'automobilista
e Guida del Meccanico Conduttore di Automobili", del dott. Pedretti,
Milano, 1899. E poi "L'Automobile. Come funziona e come è costruita",
di Enrico Marchesi, 1902, corredato da una tavola scomponibile
a colori che ritrae un'automobile in tutte le sue parti meccaniche
e di carrozzeria. Un altro settore molto interessante è quello
costituito dai cataloghi (per esempio, quello dei Saloni di Torino,
di Milano, di Parigi ecc.) e dagli annuari (gli annuari Ferrari,
del Touring Club Italiano ecc.).
Nell'Emeroteca sono raccolte riviste automobilistiche di
molti paesi: oltre che italiane, anche francesi, inglesi, svizzere,
belghe, cecoslovacche, spagnole, austriache, americane, sudamericane
e sudafricane. Vi è persino una rivista indiana, la Transport,
stampata a Bombay nel 1948, di cui sono conservate cinque annate.
Il Centro di Documentazione conserva invece al suo interno
tutto ciò che non è librario: stampe, disegni d'epoca pubblicità
e tutto quanto è stato prodotto intorno al tema dell'automobile.
La Storia del Museo
L'idea del museo dell'automobile fu proposta per la prima volta
nel 1932 da Cesare Goria Gatti e da Biscaretti di Ruffia che ne
divenne presidente quando nel 1960 il centro fu finalmente inaugurato.
Considerando il grande valore storico e tecnico del patrimonio
acquisito, le Fabbriche di automobili e la famiglia Agnelli decisero,
nel 1956, di promuovere la costruzione di una sede permanente
in corso Unità d'Italia. L'edificio che sin dall'inaugurazione
ne ospita la sede è considerato, per l'aspetto architettonico,
uno dei centri più interessanti della Torino moderna. Al suo interno
è presente anche un accogliente Auditorium perfettamente attrezzato
per ospitare congressi e conferenze.