I musei di questa sezione si possono suddividere in due grosse categorie: la prima è costituita dai musei di carattere storico, cioè che tracciano la storia dell’astronomia presentando per lo più l’evoluzione degli strumenti astronomici; della seconda categoria fanno parte musei che parlano dell’attualità della ricerca astronomica: dalle teorie più attuali sull’universo alle leggi fisiche che lo regolano.
Il museo più rappresentativo della prima
categoria è senza dubbio il Museo
di Storia della Scienza di Firenze, dove è possibile emozionarsi
di fronte agli unici strumenti originali di Galileo Galilei che
ci siano pervenuti. Fra tutti: la lente del cannocchiale con cui
lo scienziato pisano scoprì nel gennaio del 1610 le lune di Giove.
Galileo puntò per la prima volta un cannocchiale verso il cielo
per osservare le stelle e i pianeti, con un gesto che diede il
via alla rivoluzione scientifica. Oltre alle lune di Giove, il
padre della scienza moderna fra il 1609 e il 1611 scoprì le fasi
di Venere, le macchie solari e le montagne della luna.
Dopo la morte di Galileo, nel 1642,
la tecnologia degli strumenti astronomici venne affinata e furono
messi a punto nuovi strumenti per la misura delle coordinate degli
astri: sestanti, quadranti, cercatori di comete. Il Museo
dell’Astronomia di Napoli, nella villa cinquecentesca del
marchese di Miradois, e il Museo della
Specola di Bologna a Palazzo Poggi espongono due delle collezioni
di strumenti antichi più raffinate e preziose del nostro paese.
Il Museo Astronomico di Brera a Milano si
pone nel mezzo fra le due categorie in quanto espone una bella
collezione di strumenti antichi ma organizza anche numerosi di
conferenze sui temi dell’attualità astronomica. A Brera si può
ancora visitare il telescopio con cui Giovanni Schiaparelli, verso
il 1880, studiò la superficie di Marte. Schiaparelli vide una
rete di canali talmente regolari che si originò l’idea che su
Marte abitassero esseri extraterrestri, ovvero appunto marziani.
Oggi sappiamo che era soltando un’illusione ottica.
Il Planetario di Milano, il
più grande in Italia, e l’Astrolab
di Roma, centro di divulgazione completamente interattivo, sono
invece incentrati sull’attualità astronomica. Centomila persone
assistono ogni anno alle conferenze del Planetario di Milano,
cha vanno dalle spedizioni delle sonde spaziali, alle teorie più
accreditate sull’evoluzione stellare, alle scoperte del telescopio
spaziale Hubble. Grazie all’Astrolab si può invece “viaggiare”
per tutto l’universo, senza limiti di spazio e di tempo, si può
gareggiare in una “battaglia navale” cosmica, si possono “toccare”
galassie e ammassi stellari e osservare quali reazioni nucleari
avvengono nelle stelle e le mantengono in vita.